BILANCIO DELLA GIUNTA TOTI: I CONTI NON TORNANO

Ad oggi l’opposizione del Pd, non da solo per la verità, ha portato a importanti modifiche del bilancio così come proposto dalla Giunta: 1) la ricollocazione dei 5,6 milioni di euro cha avevate bloccato sull’eventuale referendum sull’autonomia regionale, 2) la cancellazione degli articoli che liberalizzavano la pubblicità del gioco d’azzardo e la possibilità di fare, da parte dei concessionari, sponsorizzazioni con indiretta pubblicità. La Giunta ha fatti una bella retromarcia sulla proposta che nell’Alta Via Ligure ci fosse la libera circolazione delle moto, bloccando la liberalizzazione dei grandi negozi di vendita che volevate autorizzare automaticamente con la creazione di parcheggi, scavalcando autonomia comunale, programmazioni e tutele paesaggistiche, tutela dei piccoli esercizi. Approfondendo questi contenuti ci pare difficile credere al Presidente quando dichiara che la proposta della Giunta fosse tecnica e non politica, molto difficile credergli!!A più riprese Istat, sindacati, Camera di Commercio e, ultima, Bankitalia hanno dichiarano che i disoccupati in Liguria sono aumentati, in un anno dal 9.6% al 10%, che tranne l’export calano la produzione e i consumi. La popolazione invecchia e diminuisce. Mentre il turismo gode di una favorevole contingenza internazionale, si trovano dati contraddittori sulla Liguria, aumentano le presenze notturne, ma il dato non ha un riscontro netto sulle ricadute occupazionali.L’analisi della gestione dei fondi europei è ben diversa dal positivo slancio comunicativo che ha accompagnato la nascita dell’articolo di legge, non di un progetto ma per ora solo di un metodo. Si potrebbe ripetere l’iniziativa del 1.000 giovani assunti della passata legislatura che con incentivi alle aziende aveva positivamente dato risultati occupazionali straordinari.  
Durante la consultazione sul bilancio sono state ricevute qui in consiglio le associazioni del settore disperate perché sono fermi addirittura i fondi per la nascita di nuove aziende agricole. Alla faccia, se posso esprimermi così, dell’interesse che dichiarate per i giovani, per il tema dell’occupazione e dello sviluppo.
Agricoltura vuol dire, soprattutto in Liguria, conservazione e valorizzazione del territorio, migliore antidoto al dissesto idrogeologico.
Il Fondo Sociale Europeo è forse quello più in linea tra i fondi effettivamente impegnati e quanto si è programmato.
Ma in tema di formazione e di sviluppo delle competenze delle persone non abbiamo riscontrato alcun processo innovativo. I bandi sono spesso sotto dimensionati, vedi quello dell’esclusione sociale
Non abbiamo più trovato traccia dei Poli Formativi da sostenere e sviluppare sul nostro territorio dalla scuola dell’obbligo all’Università, costituiti per legge regionale, che avrebbero dovuto costruire i processi di acquisizione di competenze con le imprese su filiere presenti, strategiche.
Gli Enti Locali potrebbero attivare investimenti progettuali, facendo ripartire l’economia ma rischiano di non partire a causa della mancanza di risorse che gli stessi comuni hanno per le progettazioni. Noi abbiamo proposto un fondo di rotazione che consenta ai comuni di progettare e, una volta approvati i progetti, restituire i costi di progettazione Certo bisogna trovare in parte corrente e non in investimenti 2 o 3 milioni di euro che potevano essere presi dall’accantonamento poi evitato di 5,6 milioni di euro per il referendum della Lega.
Vado, Quiliano e la Valbormida sono una delle 15 aree di crisi complessa italiane. Non c’è Savona capoluogo, ma sappiamo che l’economia complessiva rende faticoso anche l’economia del Comune. In questa situazione ci siamo chiesti: cosa fa la Regione?
Ieri si è firmato l’intesa sull’aggiornamento dell’accordo del 15 settembre 2008 sulla piattaforma di Vado. Possiamo partire da questa iniziativa, di per sé positiva integrando i FSE e FERS.
Si può fare molto.
Abbiamo proposto un pacchetto di misure da inserire nell’accordo di programma, sostenute da regione Liguria, grazie ai fondi strutturali, in modo integrato: ricerca – innovazione – energia – formazione.
Potremo aiutare ad attrarre aziende sul territorio savonese dando loro la possibilità di accedere a misure regionali per investimenti sotto il milione, mentre Invitalia finanzia i progetti sopra il milione in aggiunta agli investimenti infrastrutturali che il territorio saprà individuare.
Richiamiamo la responsabilità politica della regione ad assumere un ruolo trainante mettendo idee, risorse e opportunità a disposizione di chi vuole fare un insediamento industriale o logistico.
Fondamentale è dare immediatamente ossigeno alla riqualificazione delle persone inoccupate o disoccupare o in ammortizzatore sociale.
Se arriva una nuova azienda a Cairo o a Vado che fa cose diverse di quelle tradizionalmente presenti nell’area posiamo garantire attività formative e riconversione rapido del patrimonio umano di cui l’azienda ha immediatamente bisogno.
Purtroppo ciò non è obbligatorio e mi pare che nessuno della Regione ci stia lavorando.

 

By |2017-12-21T14:08:06+00:00Dicembre 21st, 2017|Articoli, Eventi Istituzionali, Sviluppo economico|0 Comments

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