PARLARE DI GRONDA BASSA VUOL DIRE NON FARLA. BASTA CON LE PAGLIACCIATE

Voglo dirlo con chiarezza, sostenere la soluzione della gronda bassa equivale a non fare la gronda. Sono del tutto irresponsabili e molto gravi le dichiarazioni del viceministro Rixi e del commissario Bucci, che oggi aprono a questa ipotesi peraltro in rotta di collisione con quanto detto oggi in Consiglio regionale da Toti, secondo cui l’unico progetto dell’opera resta quello attuale. Fare la gronda bassa significa ripartire da zero con la progettazione e con l’iter di approvazione di quest’infrastruttura, quando invece oggi siamo prossimi all’apertura dei cantieri. Vuol dire buttare nella spazzatura 10 anni di lavoro.

Questa soluzione metterebbe inoltre in crisi il piano di finanziamento dell’opera, oltre a risultare estremamente pesante, sotto l’aspetto dell’impatto ambientale e sociale, visto che l’ipotetico nuovo tracciato passerebbe in mezzo alla città. La prima vittima eccellente sarebbe Ansaldo Energia. Dobbiamo chiedere con forza a questo governo, che evidentemente odia le infrastrutture, di non bloccare l’apertura dei cantieri della gronda, di finirla con questa pagliacciata dei costi/benefici e di liberare Genova dai surreali dubbi di Toninelli e dai giochetti spartitori della maggioranza giallo-verde. Oggi è stato presentato un ordine del giorno sulla gronda nell’ambito della discussione sul ponte Morandi, e con piacere dico che il Consiglio regionale lo ha approvato a larga maggioranza. A questo punto a maggiorar ragione, non devono esserci piùdubbi sulla necessità di andare avanti con quest’opera fondamentale per il porto e per la Liguria.

By |2018-11-21T13:28:11+00:00novembre 21st, 2018|Comunicati stampa|0 Comments

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